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Oggi è il 24/03/2019
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OFFBALL

Bioenergetica e Apprendimento motorio

1. Bioenergetica L’Offball può essere classificato tra quelle attività sportive a cosiddetto impegno aerobico-anaerobico alternato (sport ad intermittenza). In questa disciplina sportiva è richiesto un elevato impegno di grandi percentuali di massa muscolare scheletrica e, a livello distrettuale, un’estrinsecazione di notevoli picchi di forza muscolare. L’Offball prevede momenti di attacco, con tiro o lancio della palla, e momenti di difesa, consistenti nell’evitare di essere colpiti dalla palla lanciata dall’avversario (vd. il regolamento del gioco). Entrambe le predette azioni tattiche, richiedono rapidità, destrezza e, soprattutto, forza esplosiva (lancio della palla, tiro) e forza dinamica, FD (schivata: spostamenti laterali, arretramenti, torsioni, inclinazioni, etc.). La gestione tecnico-tattica del gioco prevede che gli atleti non siano mai statici sul campo; essi mantengono un posizione (postura) dinamica e, quando l’azione lo richiede, si spostano continuamente per ricevere la palla dal compagno di squadra, attaccando, oppure evitando di essere colpiti dall’avversario. Quindi, si avranno fasi sottomassimali (aerobiche), che si caratterizzano per sforzi inferiori alla massima capacità aerobica e fasi massimali, dal punto di vista dell’impegno muscolare, che utilizzano il sistema energetico del pool e della resintesi dei fosfageni (ATP-CP), così come definiti nella reazione di Lohmann ADP + CP = ATP + Cr ed anaerobici lattacidi con formazione di acido lattico nelle cellule muscolari scheletriche. Fig. 1 (Ripartizione dei meccanismi esoergonici in funzione del tempo) Nell’Offball, le fasi di gioco ad alta intensità e di brevissima durata durata sono sorrette, sotto il profilo esoergonico, con l'energia derivante dai fosfageni muscolari altamente energetici ATP e CP, mentre, l’energia erogata in fasi di gioco intense ma di maggiore durata (oltre 40” e non oltre 2’) dipende dal meccanismo esoergonico gli colitico, con produzione di acido piruvico e successiva trasformazione in acido lattico. Quando le fasi gioco sono a bassa intensità il meccanismo aerobico permette l’ossidazione dell’acido lattico prodotto nelle cellule muscolari scheletriche, trasformando lo stesso, nel fegato, in acido piruvico e, successivamente, in glucosio; questo processo prende il nome di ciclo di Cori o ciclo muscolo-fegato. L’alternanza tra le fasi d’impegno esoergoniche (che erogano energia) aerobico ed anaerobico non è codificato, cioè la durata dell’impegno dipende dalla situazione di gioco e non vi è un tempo prestabilito tra una fase e l’altra. Ciò accade per altre discipline sportive come il Basket oppure il Rugby ma non negli sport da combattimento, ove la durata di ogni “ripresa” è codificata da un tempo stabilito. Una partita di Offball per la categoria giovanile ha una durata che dipende dal punteggio: al meglio di 3 set su 5, cosi pure per la categoria superiore: al meglio di 4 set su 7. Ne consegue che un singolo incontro potrebbe durare per un tempo tale da impegnare notevolmente i meccanismi bioenergetici anaerobici, i quali, per rimanere efficienti, necessitano di essere “ricaricati” sia con pause attive (durante il gioco), sia grazie all’efficienza del sistema bioenergetico aerobico. Nonostante l’Offball sia uno sport a prevalente impegno anaerobico alattacido-lattacido, è richiesta all’atleta una buona capacità aerobica come base per sostenere lo sforzo nel tempo, anche in previsione di una lunga durata dell’incontro. La particolarità dell’Offball consiste nel fatto che, anche quando l’atleta non è in fase di attacco, esso rimane comunque in fase fortemente attiva, sia per analizzare e gestire i momenti tecnico-tattici del gioco, in armonia con i compagni di squadra, sia per evitare di essere colpito. Ne consegue che, le fasi statiche sono assenti, di conseguenza l’Offball risulta un gioco estremamente dinamico e veloce, con un elevato tasso tecnico, alla cui base vengono poste notevoli capacità organico-muscolari, ma anche coordinazione, destrezza e colpo d’occhio (analisi visuo-spaziale). 2. Apprendimento motorio L’Offball, giocato ad alto livello competitivo, richiede uno stadio d’apprendimento motorio classificato col termine della “disponibilità variabile”; ciò significa che, l’atleta deve essere in grado di adattare le sue abilità motorie (skills) alle situazioni cangianti del gioco in modo efficace e veloce. L’Offball, infatti, è codificabile in quelle discipline OPEN SKILL (Calcio, Pallavolo, Basket, Rugby, etc…); il gioco si effettua in ambiente tatticamente variabile, in cui molti fattori intervengono continuamente (movimento degli avversari, rimbalzi della palla, etc…) e le abilità motorie messe in atto dagli atleti devono rispondere continuamente ad eventi tattici mutevoli. In questo contesto, le abilità motorie (Skill) dipendono da variabili esterne (Singer, 1980). Lo stadio della disponibilità variabile rappresenta il livello più alto nella scala dell’apprendimento motorio . Lo stadio verbale motorio e cognitivo motorio infatti, precedono il predetto stadio della disponibilità variabile, caratterizzato dall’acquisizione di automatismi e schemi di movimento con un elevato tasso tecnico. Nella categoria giovanile e nelle fasi di apprendimento del gioco il livello d’apprendimento motorio può risultare più basso, strutturandosi e raffinandosi via via nel tempo con la pratica del gioco. A livello competitivo, dunque, l’Offball impone una forte sollecitazione degli apparati sensoriali: propriocettivi, dei telecettori e vestibolari, quest’ultimi fortemente sollecitati nelle accelerazioni lineari (arretramenti ed avanzamenti) ed angolari (tiro con rotazione del busto, schivate con torsioni ed inclinazioni). In quanto gioco di destrezza, l’Offball è caratterizzato da movimenti precisi, rapidi ed armonici; esso richiede lo sviluppo in massimo grado di capacità coordinative quali: Combinazione: cioè la capacità di sincronizzare le sequenze di movimento in un atto motorio finalizzato. Orientamento: capacità di orientare i segmenti corporei nello spazio e di attuare la successione dei loro movimenti scandendoli nei tempi esecutivi in rapporto all’ambiente ove viene attuato il gesto tecnico, all’attrezzo (fisso o mobile), al compagno oppure ai compagni di squadra, a un avversario o agli avversari. Differenziazione: capacità di ordinare gli interventi dei distretti muscolari e dei singoli segmenti con economia (efficienza) e precisione. Reattività: capacità di reagire nel più breve tempo possibile ad uno stimolo. Equilibrio statico-dinamico: è la capacità di mantenere posture (posizioni) aderenti alle finalità motorie programmate. Ritmicità: è la capacità di eseguire movimenti ordinati nel tempo e nello spazio, adeguandoli alle situazioni ambientali di gara (imposed demands). Trasformazione: è la capacità di modificare, un comportamento motorio già in atto in modo da raggiungere l’obiettivo (task motorio) prefissato. Concludendo, l’Offball in quanto gioco di squadra contribuisce alla crescita dell’individuo nel gruppo, sviluppando lo spirito di coesione e condivisione tra pari ed ha quindi una forte valenza educativa; sotto il profilo dello sviluppo somatico e motorio fornisce gli stimoli motori (forza, resistenza e velocità) necessari alla crescita sana del corpo dell’individuo in crescita e lo sviluppo degli schemi motori di base (correre, saltare, lanciare, afferrare, etc…) soprattutto se si considera la preparazione atletica necessaria affinché il giovane atleta possa evolvere via via tecnicamente. Inoltre, l’Offball può essere giocato sia indoor che outdoor in tutte le stagioni dell’anno ed ha anche il pregio di coinvolgere per ogni singola partita molti giocatori contemporaneamente; a livello scolastico, tale gioco si presta, dunque, alla risoluzione di problemi legati appunto al coinvolgimento di tutti gli studenti durante le lezioni di Scienze Motorie, fatte salve le problematiche legate alla coeducazione (compresenza di genere durante le esercitazioni sportive e motorie in ambito scolastico) in questo settore disciplinare scolastico, che da qualche anno è dibattuto dagli esperti in materia. Infine, si auspica un’evoluzione del gioco dell’Offball anche a favore dei disabili, sia nell’ambito della menomazione sensoriale che motoria. 1-Gli stadi dell’apprendimento motorio si suddividono in: stadio cognitivo verbale, stadio motorio e della disponibilità variabile. Bibliografia essenziale 1. A. Dal Monte; M. Faina: Valutazione dell’Atleta, UTET; 1999. 2. S. Tamorri: Neuroscienze e Sport, UTET; 1999. 3. P. Clemente: La Scienza e L’arte dell’Allenamento, Promos Editore; 2001. 4. R.A. Schmidt, C.A. Wrisberg: Apprendimento motorio e prestazione, Società Stampa Sportiva/Roma; 2000.

Prof. Mario Veca