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Oggi è il 21/05/2019
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Paritarie, sgravi per 400 euro Cattolici delusi per i paletti

Roma. Una certa delusione c'è. Le annunciate detrazioni fiscali per i genitori che scelgono di mandare i figli alle scuole paritarie si fermeranno alle medie. E il timore è che con il passaggio del provvedimento in Parlamento la soglia si abbassi ancora, alle elementari e asili. Il quotidiano dei vescovi «Avvenire», sintetizzando le prese di posizione delle associazio! ni cattoliche (di genitori e insegnanti), titola: «Sembra una beffa». E i gesuiti, che hanno licei in tutta Italia, definiscono «grave» la discriminazione per i licei. Il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, torna però a difendere la misura: «La libertà di scelta educativa con lo sgravio per una quota delle rette delle paritarie è un grande principio innovativo». Soddisfatto anche il ministro dell'Interno Angelino Alfano che attribuisce ai moderati questo obiettivo raggiunto e sottolinea: le detrazioni «certificano che la scuola è pubblica anche se non è gestita dallo Stato: è un altro risultato voluto dai moderati. È evidente che abbiamo fatto un gol». C'è anche chi contesta l'agevolazione del tutto. Se la Cgil dice che sono «improponibili i finanziamenti a favore delle private, mettendo sullo stesso piano scuole statali e paritarie», la Rete studenti chiede direttamente di «cancellare gli sgravi per le paritarie e i meccanismi di finanziamento privato dire! tto». Tra le associazioni che invece speravano in un inter! vento completo sulle paritarie, il Movimento italiano genitori sottolinea che il ddl «crea un sistema paritario a due velocità, dove permangono le discriminazioni tra genitori ricchi e genitori con basso reddito che non possono scegliere liberamente la scuola superiore dove mandare il proprio figlio». Critiche alla misura varata dal governo anche dal rettore del Massimo, storica scuola romana tenuta dai gesuiti. «È una discriminazione. Quello di cui ho timore è che, visto che ci sarà un passaggio in Parlamento, molto probabilmente gli sgravi si attesteranno soltanto sull'infanzia, dove lo Stato fa fatica, e dove trova un'utilità nel fatto che le suore possono avere degli asili. Non c'è l'onesta di fondo di dire: "Garantiamo a tutti l'istruzione rispettando la scelta dei genitori"», ha detto ieri, a Radio Vaticana, padre Giovanni La Manna. Quanto all'entità dello sgravio, la bozza del disegno di legge sulla «Buona scuola» approvato giovedì dal Consiglio dei! ministri prevede che per ciascun alunno siano detraibili non più di 400 euro l'anno per la frequenza di scuole paritarie.

A.S.A.D.